suocera tettona

Sesso carsex con quella tettona di mia suocera

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Come un umile servitore

Quando conobbi quella che sarebbe diventata mia moglie, non immaginavo certo che sua madre era forse più bella di lei. Divorziata da anni, mia suocera manteneva un fisico che sprizzava sensualità da tutti i pori e che mettevano in secondo piano gli anni che aveva. La cosa che mi colpì subito fu il suo seno prosperoso che era un invito a divertirsi con certe spagnole che avrebbero resuscitato un morto.
Il mio fidanzamento fu di breve durata e decisi di sposarmi senza alcun indugio. I miei primi mesi di matrimonio furono da sogno anche se, per ragioni logistiche, fummo costretti ad andare a vivere nella villetta della madre di mia moglie.
La crisi provocò la perdita del mio posto di lavoro e, come per ricompensare il fatto che mia suocera ci stava aiutando economicamente, mi misi a disposizione per aiutarla nella gestione della casa mentre mia moglie continuava ad essere commessa in un negozio in un paese vicino.
Aiutavo mia suocera a disbrigare le faccende domestiche più pesanti e mi recavo a fare la spesa anche se continuavo ad inviare curriculum nella speranza di trovare un nuovo impiego.
Non mi sentivo sfruttato perché quello che facevo era una mia volontà dal momento che la madre di mia moglie non mi chiese mai nulla. Per me si trattava solo di un modo per sdebitarmi con lei per quanto stava facendo per la figlia e di conseguenza per me.

Una visione erotica all’improvviso

La mia ingenuità non mi permetteva di intravedere una realtà che era nascosta tra le pieghe di quella situazione, ma della quale mi resi conto un giorno quasi all’improvviso.
Mia moglie era andata al lavoro come sempre, lasciandomi a casa. La villetta di mia suocera era composta da due livelli, uno dei quali occupato da noi.
Raramente ero salito al piano dove stava mia suocera anche per mantenere intatta la sua privacy e non arrecarle più fastidi di quelli che la nostra presenza le stavano dando.
Però, quella mattina mi accorsi che mia moglie si era dimenticata di segnare sulla lista della spesa il caffè e che il barattolo dove solitamente lo mettevamo era desolatamente vuoto.
Come quasi tutti gli italiani, se non bevo una tazzina di caffè appena sveglio, faccio fatica ad ingranare e così decisi di disturbare mia suocera per domandargli se ne avesse un po’ da darmi.
Senza fare rumore mi apprestai a salire la scala interna inoltrandomi nel corridoio che conduceva alla sua stanza. Una lama di luce usciva dalla sua porta socchiusa e mentre mi stavo apprestando a bussare, il mio sguardo incrociò la scena che si stava volgendo all’interno della camera da letto di mia suocera.
La vidi intenta ad infilarsi un gigantesco dildo dentro di se che se ne stava sdraiata con le gambe aperte a compasso. Era seminuda, senza mutandine e con il poderoso petto che era evidenziato dai capezzoli dritti ed ingigantiti dal desiderio e dal piacere che si stava producendo da se.
La scena aveva qualcosa di surreale ma di totalmente erotico tanto che mi si indurì l’uccello che incominciai ad accarezzare fino a masturbarmi affascinato da quella inattesa visione e accompagnato dai gemiti che quella femmina infoiata non riusciva a tacitare.
Non pensai minimamente che si trattava di mia suocera perché, in quel preciso momento, rappresentava solamente una donna che mi sarei volentieri scopata.

Carsex con la tettona di mia suocera

Quella stessa mattina, mia suocera scese per chiedermi se la potevo accompagnare a fare la spesa all’ipermercato. Ancora con dentro gli occhi la scena vista qualche ora prima, non riuscivo più a vederla come mamma di mia moglie ma solamente come un donna matura piena di sorprese.
Nell’andare in macchina ad un certo punto mi chiese di fermarmi in un piazzale che era sempre deserto. Lontano dal pensare a cosa era dettata quella richiesta, una volta arrestata l’auto mia suocera senza dire nulla mi mise la sua mano sopra l’uccello chiedendomi se quella mattina mi fosse piaciuta la scena alla quale avevo assistito. Rimasi sorpreso nel comprendere che ero stato vittima di un tranello preparato accuratamente ma non mi dispiaceva affatto di quanto stava accadendo.
Estrasse fuori dal corpetto il suo magnifico seno invitandomi a succhiare i capezzoli e prontamente ubbidii al suo ordine mentre lei continuava a maneggiare la mia verga diventata subito dura come marmo.
Senza aggiungere nulla abbassò il capo per inghiottire il mio desiderio che trovò conforto all’interno di una calda e vogliosa bocca. Mia suocera era differente da mia moglie, ancora troppo inesperta per lavorare l’uccello in quel modo così divino.
Sempre silenziosamente, si alzò per offrirsi a me mettendosi a pecorina guardando il vetro posteriore.
Con tutta la forza penetrai quella carne così invitante che si stava rivelando essere più eccitante di quella di mia moglie. Prima di arrivare al piacere mi chiese di esplodere il mio godimento sopra il suo petto perché amava sentirsi irrorata proprio in quel punto. Fu l’inizio di una relazione che dura ancor oggi e che non mi fa pentire di quello che ho fatto in nome del sesso.

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